• Richard Sipe

La mistica: dalla proiezione alla percezione

La scienza, la psichiatria e la religione hanno tutte cospirato per dare una cattiva reputazione al misticismo. La scienza respinge il misticismo come un'entità irreale o una fantasia che indulge all'irreale.


La psichiatria tende ad equiparare il misticismo alla malattia o alla deviazione psichica. Alcuni anni fa ebbi un disaccordo con alcuni psicoanalisti che ammiravo molto e che studiavano il misticismo. Hanno selezionato schizofrenici diagnosticati come soggetti. La spiritualità ovviamente non è chiusa ai malati di mente, come non è chiusa a coloro che soffrono di malattie fisiche, ma quello studio ha rafforzato l’idea che il misticismo è una forma di attività mentale simile alla "mancanza di contatto con la realtà". Invece, la mia definizione della spiritualità esige da essa un alto rispetto per il contatto con la realtà nel senso più ampio. Infine, le religioni tendono a contrassegnare il misticismo come pericoloso poiché non può essere contenuto da rituali o leggi.

Il materialismo scientifico che Wilson sostiene non esclude la possibilità di una spiritualità e di un misticismo; si limita a riaffermare in termini più sofisticati (richiesti dalle scoperte della scienza moderna) l'assioma aristotelico-tomistico "Non c'è niente nella mente, che non era precedentemente nei sensi". In altre parole, non c'è realtà percepibile dall'uomo che non sia mediata dalla materia. La grazia, la bontà, l'amore, la bellezza e la verità non sono disponibili per noi umani se non attraverso la materia.

Questo fatto sfida la religione a esaminare se stessa. Chiama pure all'esaltante interazione con le scienze, nello scambio più profondo e produttivo dal medioevo a oggi. La purificazione della religione, dalle superstizioni e dalla magia, è inevitabile in un movimento verso la percezione, e nel rifiuto delle proiezioni. È qui che scienza e religione si incontrano - ecco la nascita del misticismo - la percezione della realtà come qualcosa di ancora incommensurabile e insondabile.

Abbiamo spesso sentito dire: "parlare costa poco". A parole, la verità e la vita possono essere difese a buon mercato, ma sono davvero comprese solo al prezzo di una percezione conquistata faticosamente. "La fede non ha un linguaggio adeguato a Dio".

"Fede" è una parola che dovrebbe essere usata per denotare la nostra percezione della Realtà, e non come una scusa per rimanere bambini intellettuali e spirituali. Nulla sfida la realtà religiosa più profondamente dell'attuale necessità di integrare sessualità e amore, vita e materia, verità e percezione. Viviamo in un periodo meraviglioso ed emozionante, in cui le nostre domande richiedono che estendiamo le nostre energie al massimo e cooperiamo gli uni con gli altri nel nostro viaggio verso la vita: la salvezza.


(tratto da Sex and the Catholic Church: Where did we go wrong? disponibile qui.)